mercoledì 27 gennaio 2010

Gli sfigatti


Nell'immaginario collettivo il veterinario è un signore brizzolato, alto un metro e ottanta, che mette camicie a quadrettoni, guida un fuoristrada (non un suv, ma una roba da camel Trophy) e beve Amaro Montenegro. Appendice pelosa di questo George Cooney dei poveri è un cane, femmina e con gli occhi buoni, rigorosamente blasonato. Nello studio può far bella mostra di sè un gatto, persiano o siamese.

Ecco, lo avete immaginato?

DIMENTICATELO.

Oltre ad essere femmina, piccola di statura, birrofila e munita di una scassatissima punto detta "la gina", le mie appendici pelose sono tutte di dubbia provenienza e con un comune denominatore: sono sfigatti.

Capostipite degli sfigatti è Malocchio Moody: ha circa quattro anni e me lo hanno portato in ambulatorio per essere soppresso. Aveva un paio di mesi e da giorni era "buttato" vicino al bidone di una scuola elementare.

La simpatica umana che lo aveva raccolto pensava fosse lì lì per lasciarci le penne, e voleva che i bambini non vedessero un gatto morto all'uscita di scuola.

Da notare che non le importava granchè che il gatto respirasse o no, bastava che i suoi figli non lo vedessero.

In questi casi faccio yoga, respiro e spiego che prima di aver capito cosa ha un animale (e sopratutto se si può curare) io non sopprimo NESSUNO. L'umana tentenna, è una spesa non prevista (maledetti soldi) ma alla fine ci concede una decina di giorni.

Malocchio non si reggeva in piedi. Si contorceva come se gli stessero facendo un esorcismo, aveva le pupille dilatare, mordeva se solo lo sfioravi... ma non aveva l'aria di uno che deve morire. Per mangiare bisognava immobilizzarlo, mentre uno con un bastoncino gli spingeva in bocca una pappa semiliquida.

Un esame radiografico ha dato un nome al suo problema: Malocchio aveva una frattura cranica, la sua testina di gatto era stata colpita con forza da qualcosa (un bastone? ) che l'aveva in parte schiacciata: immaginatevi una mela... se fate un solco col coltello dove c'è il picciolo avrete un'idea. Però quella era la sua testa. Malocchio aveva un trauma cranico, di cui non potevamo sapere l'entità, o se sarebbe rientrato.

Tentiamo: flebo, pillole, cortisone.

Passano i dieci giorni, l'umana è scettica, ma ci concede un altro pò di tempo. E la perseveranza è alla fine premiata: una mattina Malocchio non soffia più, accetta le nostre carezze, mangia.

L'umana, sorpresa, lo porta a casa in attesa di trovargli una sistemazione.

Due giorni dopo Malocchio è di nuovo in studio, non mangia, è strano.

L'umana suppone che sia a causa dei suoi cani Corso, che ne farebbero volentieri un bocconcino. E io concordo. Me lo faccio lasciare in attesa che qualcuno lo voglia adottare.

E lì facciamo la seconda scoperta: il gatto è cieco e anche sordo, probabilmente a causa del trauma. Si affida solo all'odorato (e immagino la paura che deve aver avuto a sentire l'odore di cane in un posto estraneo).

Praticamente è un handicappato.

Non può vivere in un giardino, in un appartamento è probabile che faccia mille danni.

ciò nonostante è un bel gatto, e per ben due volte penso di averlo dato.

La solita cretina fiduciosa: la società non accetta i diversamente abili della propria specie, perchè dovrebbe farlo con un piccolo gatto?

Ok, basta.

Malocchio resta.

Col tempo ha ripreso in parte la vista, anche se non sente un cacchio. Gli è rimasta la testa piegata da un lato (il destro) e a volte si "incanta" e gira per parecchi minuti in circolo.

Ed è il gatto più buono del mondo.

8 commenti:

  1. è una storia bellissima! in bocca al lupo per questa nuova avventura, spero di riuscire a passare spesso a leggere di questi tuoi amici pelosi!
    buon proseguimento,
    silvietta

    RispondiElimina
  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  3. scusa per il commento eliminato, ma ho piazzato uno strafalcione di cui mi sono vergognata troppo.

    Un bacione a Malocchio, e attendo il capitolo sui nostri colleghi maschi, che anche lì ci sono dei bei casi "clinici"!

    RispondiElimina
  4. fantastico....io un gatto come malocchio l'avrei preso!!!!

    RispondiElimina
  5. Io un gatto un po' come Malocchio l'ho avuto. Mi è costato 150 euro, più vaccini e ordinaria manutenzione, ma gli volevo un bene dell'anima e ogni tanto sogno ancora che torni.
    Si chiamava Orsino. È arrivato da noi che era un coso grosso come un topo, con cispe spaventose agli occhi e le orecchie arricciolate all'indietro come se fossero scottate.
    I miei vicini lo rimettono in sesto e lui, per ringraziare, che fa? Viene a casa mia. Lo curiamo, nutriamo, operiamo alle orecchie perché la dermatite si sarebbe trasformata in tumore (orecchie bianche, ne vedo parecchi messi così da noi). Ogni volta che aveva un taglio o una zecca, gli si apriva una piaga che neanche la lebbra. Era brutto come il peccato, ma gran cacciatore e gran massaggiatore di caviglie. Poi, un gennaio di 4 anni fa, è andato in calore e si è allontanato da casa. Poco dopo è venuta una gran nevicata e credo che l'abbia colto di sorpresa, o magari l'ha indebolito e poi una volpe l'ha mangiato. L'ho cercato nel raggio di 5 km: uscivo tutti i giorni con Amelia nel marsupio e chiedevo a tutti quelli che vedevo (un gatto senza orecchie si nota, tanto è brutto). Mi manca da morire, e mi illudo che si sia reincarnato nel mio secondo figlio (che da piccolo miagolava e pensava solo al cibo - peccato che non possa fare il pelomassaggio).

    RispondiElimina
  6. in bocca al lupo per il nuovo blog!
    mammasidiventa.ilcannocchiale.it

    RispondiElimina
  7. Oddio, povero piccolino! Probabilmente picchiato e abbandonato come un oggetto.
    Soffro solo al pensiero :-(
    Se ti va, leggi il blog delle mie "sfigatte": www.trumiro.com

    Io amo gli animali e ho in casa tre esemplari di gatte comuni pazze scatenate. Ovviamente, tutte trovatelle.

    RispondiElimina
  8. che tenerezza questo micio.
    Hai un gran cuore!

    RispondiElimina