Visualizzazione post con etichetta cani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cani. Mostra tutti i post

lunedì 5 marzo 2012

FACCIAMOCI DUE RISATE


Bari.
Strada strettissima di un quartiere di periferia, di quelle con le palazzine basse e tanto vicine che ti puoi passare lo zucchero con la signora di fronte.
Arriva lui, maschio, con una bella panza da birra, la faccia rugosa di chi ha lavorato una vita, le mani grandi che sbucano dal giaccone, età indecifrabile tra i sessanta e i settanta.
"Marìa...Marìaaaa" urla (perchè il citofono è un optional)
"C'è vuè?"
"scendimi il cane che lo PISCIO!"

e non commento oltre....

venerdì 2 marzo 2012

Lavare Fido!


"ma lo posso lavare?"
è la domanda da mille milioni, fatta da chiunque adotti un cucciolo (a volte anche un gattino); più dalle signore donne che dai signori uomini. Da nonne iperapprensive e da bambini che non vedono l'ora di riempire di schiuma la vasca da bagno e immergervi il loro cucciolo.
Allora, urge qualche delucidazione.
Perchè lavare Fido non è semplice come sembra.
Andiamo per ordine; di solito sconsiglio di lavare un cucciolo appena preso. Motivi sanitari, ma non solo. Immaginate Fido che arriva in casa vostra: fino a poche ore prima era con la sua mamma, i suoi fratellini, o nella gabbietta con altri cuccioli, o anche fuori nella campagna; in una situazione DIVERSA. Lo avete preso, toccato, ha probabilmente fatto un viaggio in macchina (un altro spavento), è passato dalle braccia di tutta la famiglia e adesso..lo buttate in acqua?
Quindi, iniziate il vostro rapporto con un bel trauma.
Non è quello che si dice un inizio perfetto.
Aspettare qualche giorno darà al cucciolo il modo di ambientarsi, vi accerterete che sia in buona salute, potrà iniziare il ciclo delle vaccinazioni e poi potrete fargli questo sospirato bagno.
Nell'attesa esistono spume detergenti che elimineranno cattivi odori e sporcizia in eccesso.
Poi: dove lavare il cane?
A casa? in una toelettatura?
non esiste la risposta giusta, ma solo il modo corretto di lavare un cane.
In casa bisogna sciacquarlo bene, fare attenzione all'acqua nelle orecchie e avere molta accortezza nell'asciugarlo. Avvicinate il cucciolo alla vaschetta o alla vasca da bagno in modo graduale, qualche giorno prima, magari premiandolo.
Lo stesso fate dal toelettatore. Portatelo a "conoscere" il suo parrucchiere personale.
E, ogni quanto si lava un cane?
Allora, una regola non c'è: evitare i bagni troppo frequenti protegge l'animale. Non più di una bagno al mese, anche ogni due.
Lavare troppo spesso il cane fa sì che il film lipidico della cute venga lavato via e, dovendosi riformare, il cane puzzerà. Più lo si lava e più puzzerà.
Altra cosa: il cane non si tosa!
Non è vero che il cane d'estate va tosato perchè ha caldo! Il mantello protegge il cane dal caldo e dal freddo.
Una cosa è lo stripping, o la toelettatura per certe razze, ma tosare un labrador non si fa!!! (anche perchè poi il pelo ricresce male)
Per le razze a pelo lungo, come i maltesi o i barboncini, il pelo si accorcia, ma sopratutto si spazzola per evitare la formazione di nodi.
Ultimo ma non meno importante: spesso il cane puzza perchè ha sua situazione dentale è compromessa (la presenza di placca e tartaro, o una malattia della bocca, fa sì che la saliva prenda cattivo odore) o perchè ha un problema di altra natura (negli stadi avanzati di insufficienza renale ).

mercoledì 14 aprile 2010

Dalla Russia con amore

Qualche settimana fa, prima di Pasqua, arriva un'umana tutta contenta, con una copertina rigorosamente rosa e un gran sorriso.
"Dottorè, guarda qua" e dalla coperta fa capolino un minuscolo, bianchissimo cucciolo di barboncino. "Me lo ha portato il marito di un'amica mia, che di mestiere li trasporta, dall'est; l'ho pagato solo 330 euro,un affare, no?"
Veramente no.
Un cane in polonia, ungheria e compagnia bella costerà 50, 70 euro massimo (ma anche 30); quindi l'amico tuo si è fatto una cospicua cresta su questa povera bestiolina.

Il capitolo "cani dall'est" è una piaga che colpisce a ondate regolari, con picchi sotto Natale e prima delle vacanze estive. Barboncini, beagle, mastini francesi, labrador, chihuahua, westie... non si salva nessuno.
Nel migliore dei casi hanno solo una collezione di parassiti da fare invidia a qualsiasi entomologo. Poi si passa alla rogna, alle micosi, alle patologie respiratorie o congenite, per finire con parvovirosi e cimurro che, di solito, li portano via dopo un lungo calvario. E lì ci sono i proprietari incazzati che minacciano denunce e ritorsioni contro il venditore, ma di solito hanno indietro i soldi o un nuovo cane, e tutto finisce lì.
Mi chiedo come mai, con tutti gli avvisi che passano in televisione, la gente continua a farsi fregare (la risposta più ovvia è che la maggior parte delle persone è stupida e autolesionista, ma non credo sia così). Quelli a cui l'ho chiesto mi hanno dato queste risposte:
"mi aveva detto che era italiano" (ma se poi ti ha dato un libretto illegibile, non ti è sembrato un pochino strano?)
"mi faceva pena"
"costava poco"
Tralascio di commentare.
TEORICAMENTE un cane che viene dall'est è dotato di un passaporto con tutti i suoi dati, n°di microchip e vaccini. Ha per forza più di tre mesi e dovrebbe essere coperto da tutte le malattie possibili e immaginabili. Questo non accade MAI: un cucciolo a tre mesi ha un basso valore commerciale, quindi si tenta di avere cuccioli sempre più piccoli (45-50gg). Un cucciolo di quell'età non risponde al ciclo vaccinale, perchè c'è interferenza con gli anticorpi materni. In generale, vaccinare prima dei 60 gg è potenzialmente rischioso (nel senso di inutile), a meno che non si utilizzino vaccini ad alto titolo.
Personalmente, giudico nulli i vaccini eseguti da un sedicente allevatore bulgaro e li faccio sempre rifare. Un paio di volte, di fronte all'ottusità di chi avevo di fronte, mi sono presa la briga di fare una titolazione anticorpale per Cimurro eParvovirosi; risultato? i cuccioli erano totalmente privi di difese.
Un cucciolo "estero" forse costa di meno, ma sicuramente il suo proprietario spenderà di più in termini di soldi, tempo e problemi. Se poi ha comprato un cane con pedirgeee...come fargli capire che non sempre il Kennel club italiano accetta quello estero? specie se viene dall'Ungheria?

La barboncina dell'inizio post è ricoverata da dieci giorni presso un collega (essendo stata io stessa in ospedale, non potevamo occuparcene), con sintomi neurologici, ascaridosi e sospetta gasteroenterite.
L'umana è disperata e cerca conforto e speranze, ma io non posso dargliene.

giovedì 25 marzo 2010

Betty e Rocky

Mattina.

Vi ricordate l'umana stronza con nil cagnetto che aveva 289 o giù di lì di urea?

HA fatto terapia per quindici giorni, la bestilola era ritornata un fiore, urea e creatinina quasi ormali. Una soddisfazione. La rispediamo a casa con terapia (una compressina e una flebo sottocute) e la raccomandazione: se non ci riuscite, venite in studio. Il primo giorno sono venuti, hanno visto e fatto loro la flebo ,e tanti cari saluti.

Ieri hanno riportato la piccola. Uno scheletro, gli occhio gonfi da glaucoma, puzzolente di ammoniaca... praticamente una morticina.
"dottorè, che non ce la faccio più, fatele la s'reng e buonanotte"
Prima l'ho fatto sentire una cacca, perchè la colpa dello stato del suo cane era solamente sua. E poi, con tutta la dolcezza di questo mondo, ho addormentato la piccolina. Lui piange, e fa:
"lo potevamo fare un mese fa, che non soffriva!"
E l'ho mandato al diavolo.

Pomeriggio
"drin drin..pronto amb..."
"dottorè mi aiuti, sta morendo....sono vicino lo studio, sta morendo.." e mette giù.
Senza dire nome o cognome. Era una donna disperata, che stava arrivando con un cane o un gatto con...bho? Allerto i miei collaboratori, spiego ai clienti in sala d'attesa che sta arrivando un'urgenza e di non aversene a male, ma dobbiamo dare a questa la precedenza. Capiscono.
Pochi minuti dopo una panda azzura si ferma di fronte l'ambulatorio, e ne scende la signora P., bianca ma composta; "è morto".
Rocky era un meticcione di pastore tedesco di 3 anni. Quaranta chili di cane. Indisciplinato come pochi, era stato adottato dalla famiglia P. che aveva dieci giorni; lo hanno nutrito col biberon (lei lo nascondeva nell'armadietto al lavoro), cresciuto e amato. Ieri sera nel consegnare un pacco un tale ha lasciato il cancello aperto; ,lui è corso via. Lo hanno trovato dieci minuti dopo, agonizzante, a quattro isolati da casa. Un' auto lo ha investito. Lo ha ritrovato il figlio diciassettenne della signora P., che mi sta di fronte; ha il viso con i brufoletti, e un'aria da bambino spaesato. Non piange, non dice niente. E' una roccia di dolore. Arrivano la zia, la cugina. Il Padre, poliomelitico, che non riesce ad entrare, che non lo vuole vedere.
Non ho visto una lacrima, uno scatto.
Sono stai lì, a turno, ad accarezzare il loro fratello peloso, a dirgli tutte quelle cose che non gli avevano mai detto.
Calmi, composti, sono scivolati via, sussurrandomi un grazie, per quello che non ero riuscita a fare.
Ciao Betty, speravo di allungarti la vita, mi spiace che non sia stato così.
Ciao Rocky. che il Signore ti dia prati su cui correre felice

venerdì 12 marzo 2010

Libri con la coda

Innanzitutto chiedo perdono per l'assenza...ma è difficile pensare a cosa e come scrivere se hai il nano malato e sei a pezzi.





Allora, siamo quasi a Pasqua e ci sarebbero un sacco di cose utili di cui parlare...INVECE NO:

inauguro una nuova sezione del blog: i libri con la coda.

Primo di questa selezione (presa dalla mia biblioteca) è: Io & Marley di J. Grogan.

Jhon e Jenny sono sposini novelli che affrontano il primo meraviglioso anno di matrimonio, oscurato solo da un dilemma: sapranno fare i genitori? Per "fare un pò di pratica", decidono di adottare un cane.
E Marley, cucciolo ipercinetico di labrador, arriva nella loro vita e, come prevedibile, la travolge.
Perchè per quanto dolcissimo e affettuoso, Marley è un infaticabile distruttore, capace di ingoiare un quantitativo spropositato di guinzagli in pochi minuti, è un divoratore di manghi e di muri , un cane talmente indiscliplinato da essere sbattuto fuori da un corso di obbedienza.
Ma sopratutto Marley è lo sfondo giallo (e un pò sfocato) di una famiglia che cresce, di bimbi che arrivano, di nuove case e nuovi lavori. E' la costante di un mondo in evoluzione,che va avanti mentre Marley, oramai vecchio, si ferma.
Il libro si legge in pochi giorni, è come una caramella che ti lascia in bocca un buon sapore per molto tempo. Le risate, come le lacrime, sono assicurate.
E' un libro che in parole semplici insegna una grande verità:
"Un cane non se ne fa niente di macchine costose, case grandi o vestiti firmati. Un bastone marcio per lui è sufficiente, a un cane non importa se sei ricco o povero, brillante o imbranato, intelligente o stupido, se gli dai il tuo cuore lui ti darà il suo. Di quante persone si può dire lo stesso? Quante persone ti fanno sentire unico, puro, speciale? Quante persone possono farti sentire straordinario? " E qui Jhon si rende conto che il suo insopportabile distruttore è stato in realtà un mentore, da seguire ed imitare, almeno per l'attaccamento alla vita e alle cose che spesso dimentichiamo, come dormire al sole, o correre nei prati.

E'un libro per chi ha un cane, lo ha avuto, o desidera averlo.
Per chi ha una famiglia e a volte pensa a come sarebbe allargarla con un amico peloso e sbavoso.
Per chi si commuove pensando al cane della sua infanzia.
Per chi ama i cani, e, si spera, anche per chi vuole imparare ad amarli.

mercoledì 3 marzo 2010

La frase che odio

del mio lavoro è:
"Dottorè, ma guarisce? che sennò butto i soldi e è peccato!"
TRADOTTO:
"Il mio cane/gatto/criceto bicentenario, con l'insufficienza renale, a cui tu specie di medico hai prescritto le flebo per abbassare il livello di urea che gli avvelena il sangue, la dieta perchè mangia troppe proteine, un quantitativo spropositato di esami del sangue e delle urine, tornerà come nuovo in dieci massimo quindici giorni, e potremo riprendere la nostra vita di proprietari menefreghisti e attaccati al soldo come siamo sempre stati, O NO?"

La risposta è NO.
Stasera ho cercato di spiegare a un'umana che la sua bestiola dodicenne ha un'insufficienza renale acuta (valori di UREA di 278 e creatinina 3.09), che ha bisogno di flebo, di un'alimentazione particolare, controlli continui. Ho cercato di spiegarle che il nostro scopo è farla stare bene per il tempo che le resta, sperando di allungarlo il più possibile. Ho cercato di farle capire che sarà sempre un cane malato, da seguire.
Lei ha messo su una faccia di circostanza, ha guardato al suo portafoglio griffato Burberry, mi ha buttato lì un "vabbè, vediamo come va e poi prendiamo una decisione" ed è andata via sulla sua Smart rosa caramella.

A volte il mio è davvero un mestiere di merda.

venerdì 29 gennaio 2010

OHH, CHIWAWA!

Lei è un'umana bassottella, sui 45 anni, agghindata come una bambola e dotata di un...davanzale prosperoso.
Lui, uno gnomico chiwawa, nero e, come quasi tutti i chiwawa, mediamente isterico.
Insieme sono venuti a bussare alla mia porta qualche anno fa, quando esercitavo da poco ed ero ancora convinta che fare il veterinario fosse un mestiere rispettabile; il toporagno abbaione aveva un occhio "cisposo".
Allora, già fare una visita oculistica è difficile (ve lo immaginate, mostrare al cane il cartellone luminoso?), aggiungete un'umana iperapprensiva e invadente e un cagnetto mordace...
Praticamente un incubo.
anche perchè fate (concedetemelo) la figura degli idioti.
In facoltà insegnano che ci sono due alternative:
A- afferrate il toporagno dalla collottola e lo sbattete sul tavolo (della serie, qui il capo sono io)
B- parlate al toporagno con quella vocetta leziosa che si usa per i bambini piccoli (VI GIURO )
La A è poco usata (perdi il cliente e ottieni una denuncia per maltrattamento di animale), quindi vada per la B.
Passo mezz'ora a fare l'idiota per cercare di conquistarmi la fiducia del cane. Spiego alla signora che devo fare il test di schirmer per contollare la produzione di lacrime.
TRADOTTO: devo mettere un striscetta di carta bibula sotto la palpebra. chi ha messo le lenti a contatto sa di cosa parlo, non fa male, dura un minuto.
"signora, per favore, tenga fermo il cane"
"Dottorè, non è che si fa male?"
"Non si preoccupi, lei lo tenga fermo...oops!" ovviamente il cane si muove.
Yoga.
"Signora, un pò più convinta..."
Gnam!
Il cagnetto prova a darmi una mozzicata.
"Cattivo, non si fa!" dice lei con occhio languido "vieni in braccio a mamma" e se lo piazza IN MEZZO al prosperoso davanzale.
Allora, siamo tra donne e va bene, ma mettere le mani tra le tette di una cliente mi sembra poco professionale. Non so se ridere o meno.
Yoga. Devo fare tanto yoga. Anche perchè il cane sembra stare effettivamente più tranquillo.
Piano piano, mi avvicino all'occhio e...
"No Dottorè, NON NELL'OCCHIO MALATO!!!"
"signora mia, e che , glielo devo mettere in quello sano?"

Da allora ho iniziato a capire che per fare il veterinario ci vuole una buona dose di auto controllo
e un camionata di ironia... poveri noi!